mercoledì, 19 settembre 2007

Ci smaterializziamo nel giardino davanti a casa, poco distante dal portone, Ray mi tiene la mano e si guarda intorno incuriosito.
“Beh…benvenuto a casa mia!” esclamo e lui sorride visibilmente nervoso.
“Hey…” dico girandomi per mettermi davanti a lui mettendogli le mani intorno al collo “Andrà tutto bene, ok Smokie?” continuo a bassa voce alzando il viso per dagli un bacio.
“Ok…” risponde con un sorriso non troppo convinto appoggiando la fronte alla mia “Non mi cruceranno vero?” chiede poi inarcando un sopracciglio.
“Ray!” esclamo mettendomi a ridere.
“Ok la pianto!” sospira prendendo di nuovo la mia mano nella sua.
“Andiamo…?” chiedo e lui annuisce.
Arriviamo alla porta che apro con un colpo di bacchetta dicendo la parola che sblocca l’incantesimo, subito ci ritroviamo nel salone di ingresso: sulla sinistra c’è lo scalone che porta al piano superiore, quello delle camere da letto, in fondo dritto davanti a noi c’è la porta del soggiorno, o meglio del salone dei ricevimenti, come piace chiamarlo a mia madre, sulla cui sinistra si apre un salotto un po’ più piccolo; sulla parete destra si apre invece la porta della sala da pranzo e adiacente quella delle cucine.
“Heeeeeeeeeeeey” esclamo ad alta voce e Ray mi rivolge uno sguardo divertito.
Non ottengo risposta e inizio a muovere qualche passo in avanti quando sento un paio di mani piombare sulle spalle e una voce cavernosa risuonare vicino al mio orecchio.
“Muahahahahahahaha” mi giro di scatto un po’ spaventata.
“Sei il solito idiota!” commento vedendo Johnny che se la ride divertito.
“Potevo forse perdere una simile occasione Nyna?” sorride,
“Cosa di mettere in mostra la tua stupidità per l’ennesima volta?” commento e lui mi fa una linguaccia e poi si gira noncurante “Ray!” esclama “E’ un piacere averti a casa, benvenuto nella mia umile dimora!” continua con fare teatrale mentre non posso fare altro che alzare gli occhi al cielo mentre Ray si mette a ridere.
“Grazie!” risponde stringendo la mano di Johnny.
“Pansy tesoro!” la voce di mia madre risuona alle nostre spalle e vedo chiaramente la mascella la mascella di Ray contrarsi impercettibilmente.
“Ciao mamma!” esclamo andandole incontro per abbracciarla.
“Non vedevamo l’ora che arrivassi!” mi dice con un sorriso e poi alza lo sguardo su Ray “E a dire il vero non vedevamo l’ora che arrivassi anche tu!” continua, muovendo qualche passo verso di lui “Devi essere Ray giusto?”
“Sì, esatto!” risponde lui tendendole la mano “E’ un piacere conoscerla signora Parkinson…” continua mentre mia madre ricambia la stretta di mano, ma tanto già lo so che questo a lei non basta…e infatti ecco scattare…
“Ho sentito parlare così tanto di te che mi sembri quasi un figlio!” esclama e lo abbraccia mentre Ray rimane un pochino sorpreso e io e Johnny reprimiamo malamente una risata, mia mamma si stacca e ci passa in rassegna con lo sguardo e poi torna a rivolgersi a Ray “Li vedi? Mi prendono in giro perché  dicono che sono troppo affettuosa…non sono mai contenti questi figli ingrati!” scherza e Ray si mette a ridere.
“Ma se sei la mamma migliore del mondo!” esclama Johnny andandole vicino “La luce dei miei occhi, l’unica donna della mia vita, la…”
“Jo…stai subito cercando di farci fare brutta figura?” la voce di David risuona dallo scalone sulla sinistra mentre scende con passo veloce.
“Stavo solo lodando le innate doti di mamma!” si difende lui mentre sia io che David buttiamo gli occhi al cielo; gli vado incontro e lo abbraccio “Ciao festeggiato!!” scherzo.
“Ciao bambolina…” mi dice e poi alza lo sguardo senza staccarsi da me “…e così ce l’hai portato eh il misterioso innamorato…” aggiunge a voce bassissima di modo che solo io possa sentirlo.
Ci mettiamo a ridere e poi lo prendo per un braccio tirandolo fin dove sono gli altri.
“Ray, lui è David, il fratello normale!” esclamo.
“Hey!” arriva repentina la lamentela di Johnny mentre Ray cerca di reprimere un sorriso allungando la mano “Ray, piacere!”
“David!” risponde lui stringendogli la mano
“…il fratello palloso!” gli fa eco Johnny incrociando le braccia al petto con un sorriso soddisfatto.
“Johnny!” lo minaccio io.
“Guardala…cosa stai cercando di fare la mammina di casa?” mi prende in giro mentre mi metto davanti a lui.
“Sei un cretino!” esclamo.
“E tu sei insopportabile…” ribatte
“E…
“Ma la volete piantare che abbiamo ospiti!” ci rimprovera mia madre esasperata.
“Ospiti! Sta con mia sorella ovvio che si era preparato al peggio!” sbotta Johnny mentre gli tiro un pugno colossale sul braccio.
Mia madre sospira e guarda Ray “Credimi, ho cercato di educarli in maniera diversa ma niente…mi sono venuti fuori così comunque…” gli dice e Ray le sorride divertito.
“Oh e non ti sono venuti fuori poi tanto male…!” un’altra voce risuona dalla fine del salone, una figura piccola e decisa avanza verso di noi agitando il suo bastone.
“Nonna Elaine!” esclamo sorpresa mentre le vado incontro.
Adoro mia nonna, e diciamocelo lei adora me, sono la sua unica nipote femmina, perché anche i cugini in famiglia, siamo in tutto dodici, da noi sono tutti maschi, e quindi io ho sempre avuto il suo più completo e incontrastato appoggio…
“Oh eccoti qui finalmente! Mi hai lasciato in balia dei tuoi fratelli per troppo tempo oggi!” esclama mentre la abbraccio abbassandomi, mia nonna è alta un metro e cinquanta scarso, molto scarso…papà infatti dice sempre che è un concentrato di vita, è per questo che riesce a essere così attiva all’età di 78 anni.
“Non sapevo che ci fossi anche tu!” le dico poi mentre mi prende sottobraccio camminando verso gli altri.
“Ho improvvisato! Sono tornata ieri da un viaggio in Cina e ho deciso di venire a trovarvi…” risponde e poi lascia cadere il discorso mentre siamo ancora distanti dal resto della famiglia, abbassa la voce e continua a parlare “…non mi dirai che hai messo le zampe su quel pezzo di ragazzo vicino a tuo fratello vero?” chiede senza che la possano sentire.
“Nonna…!” rido.
“L’ho sempre detto che sei la più intelligente della famiglia tesoro, e quel paio di occhioni verdi che ci hai portato a casa oggi ne sono la conferma!” commenta risoluta mentre finalmente arriviamo dagli altri.
“Giovanotto, piacere di conoscerti!” esclama tendendo la mano a Ray che la guarda un pochino in soggezione “Elaine Lancaster, nonna di Pansy…e sì, anche degli altri due…” aggiunge mentre mi metto a ridere.
“Nonna!” si lamentano David e Johnny.
“Tacete voi due, e apprezzate la sincerità! Almeno non l’ho mai nascosto che ho sempre preferito lei!” scherza guardandoli dal basso verso l’alto con un sorriso.
“Ray Sullivan…” risponde Ray stringendole la mano.
“Prima che tu commetta l’errore, non chiamarmi signora, non lo sono e non lo sono mai stata, sono Elaine, Elaine e basta!” gli dice con sguardo furbo guardandoselo per bene.
“Come vuole sign…Elaine…” le risponde Ray divertito.
“Mamma…” sospira mia madre.
“Ahhh meno storie Katrine! Questo è un ragazzo sveglio, le cose le capisce, posso permettermi di chiarire qualche punto!” la interrompe mia nonna “…ed oltretutto è anche un gran pezzo di ragazzo…” continua mentre con il bastone bacchetta il sedere di Ray che assume una espressione decisamente imbarazzata “…e la cosa non guasta!” conclude.
Mi metto a ridere e gli vado vicino prendendogli la mano.
“Forza andiamo da papà e Jade prima che brucino la cucina…” esclama David cercando di non ridere per l’atteggiamento di nonna. Tutti annuiscono e lo seguono verso la porta sulla destra. Io e Ray rimaniamo un attimo indietro, gli passo le braccia attorno alla vita e lo guardo “Io te l’avevo detto che erano un po’ strani…” sorrido un pochino imbarazzata.
Lui si mette a ridere “Tua nonna è una forza!” commenta scuotendo la testa.
“Le piaci Sullivan…le piaci parecchio!” gli dico alzandomi un attimo sulla punta dei piedi e dandogli un bacio “Hai visto…era per quello che ti dicevo che mia madre a volte è…un po’…troppo affettuosa…” aggiungo poi e lui sorride.
“E dai non è mica un problema!” mi risponde stringendomi a sé.
“Andiamo a conoscere papà?” chiedo e lui aggrotta la fronte.
“Il peggio deve ancora arrivare eh?” scherza mentre ci mettiamo a camminare.

Entriamo in cucina dove mio padre e Jade stanno fissando con aria perplessa un enorme pollo arrosto…anzi un enorme pollo ancora crudo.
“Avete paura che vi attacchi alle spalle?” chiedo mentre i due alzano lo sguardo su tutta la gente che è appena arrivata.
Jade si mette a ridere e si avvicina per salutarmi “Non hai mai sentito parlare dei mortali attacchi dei polli spennati?” risponde divertita mentre mi abbraccia ed io mi metto a ridere.
“Jade lui è Ray…” le presento poi e si stringono la mano.
“Se mi dici così ti lascio carta bianca con questo pollo…” esclama mio padre lisciandosi il pizzetto e guardandomi pensieroso.
“No…basta che non lo dai in mano a Jo e a me va bene tutto!” rispondo mentre si avvicina a noi, “Papà posso presentarti Ray?” dico poi, effettivamente un po’ nervosa; non che pensi che a mio padre Ray possa non piacere, sinceramente l’idea non mi ha mai sfiorato, però…è mio padre, è la persona il cui giudizio per me conta di più di quello di chiunque altro e quindi ci tengo davvero tantissimo che conosca Ray e capisca che persona meravigliosa è…
“William Parkinson…” dice mio padre tendendogli la mano.
“Ray Sullivan…” risponde Ray ricambiando la stretta, con un tono di voce che tradisce lo stato d’animo non proprio tranquillo.
“E’ un piacere conoscerla…” continua mio padre.
Conoscerla?
Conoscerla?
Gli sta dando del lei? Sta dando del lei al mio ragazzo? Ma si è bevuto il cervello?
“A…anche per me…” risponde Ray leggermente titubante.
“Pansy ci ha parlato molto di lei signor Sullivan l’aspettavamo tutti in questa casa…” continua papà tornando davanti al pollo.
La?
Signor Sullivan?
Hanno forse tramortito mio padre in testa con una trave mentre non c’ero?
Mi giro verso David e lo guardo confusa, lui scrolla le spalle e allarga le braccia probabilmente stupito quanto me da tutta questa formalità.
“Lo aspettavate senza niente da dargli da mangiare…” commenta mia nonna che ha visto lo sguardo che ho scambiato con mio fratello “…sei capitato nella giornata sbagliata Ray, mio genero in cucina è peggio di un’invasione di cavallette…” continua muovendosi verso il tavolo facendoci sorridere tutti quanti.
“E dimmi Elaine, tu avresti delle indicazioni da darci?” le chiede mio padre con il suo solito tono serafico.
“Certo che sì William! Quindi esci di qui e lasciaci cucinare!” gli risponde lei con il tuo solito tono autoritario mentre mio padre scuote la testa, ormai abituato alle energiche risposte della suocera.
“Ray…te l’ha detto Pans che abbiamo un campo da quidditch in giardino?” chiede Jo cambiando discorso.
“Un campo in giardino?” esclama lui esterrefatto.
“Papà era un giocatore professionista da giovane…” interviene David mettendo le mani in tasca “Mamma lavora nel giro del quidditch…e i loro tre figli sono degli assatanati per questo sport…logica conclusione è stata regalarci un campo in giardino!” continua ridendo.
“Questa non me l’avevi detta!” sorride guardandomi.
“Mi era sfuggito…” rispondo.
“Ti era sfuggito un campo da quidditch?” mi prende in giro e ci mettiamo a ridere.
“Giochi a quidditch anche tu Ray?” gli chiede mia madre mentre torna a cucinare.
“Sì! Sono battitore nella stessa squadra di Pansy…” risponde lui.
“Ma sei americano giusto?” interviene mia nonna e lui la guarda annuendo “Sì…”
“Quindi hai il gioco all’americana? Virate a mezzo tempo e scopa a trazione posteriore?” gli chiede e lui la fissa incredulo.
“Sì…cioè…sì gioco all’americana…” sorride.
“Spiegaglielo tu allora a tutti questi testoni che il gioco all’americana è decisamente più efficace di quello all’inglese!” commenta mia nonna sorridendogli.
“Lei…lei si intende di quidditch?” le chiede poi un po’ titubante.
“Ragazzo! Io seguo la mia squadra in giro per il mondo senza mai perdermi una partita!” risponde lei risoluta.
“Nonna è una tifosa e intenditrice di quidditch…abbastanza…anzi molto…molto sfegatata…” spiego a Ray che scuote la testa divertito.
“Hai presente la finta del quarto tempo?” interviene Johnny rivolto verso Ray che annuisce “Beh me l’ha suggerita lei…” continua mio fratello andando vicino a mia nonna e abbracciandola soddisfatto.
“Dai ti facciamo vedere il campo!” esclama David mettendo una mano sulla spalla di Ray che annuisce convinto.
“Ottimo…donne vi lasciamo e torniamo tra poco!” esclama Johnny mentre stringo la mano di Ray e lo guardo cercando di capire se per lui è ok andare con i miei fratelli.
Sorride e muove la testa impercettibilmente, poi mi lascia andare ed esce con loro dalla cucina.
Mi giro e mi accorgo che papà non c’è più deve essere già andato di là…
“Perché gli ha dato del lei?” chiedo rivolta a mamma, nonna e Jade.
“Perché è una testa di rapa!” risponde mia nonna sedendosi per affettare la verdura.
“Mamma…” si lamenta mia madre “…non so davvero tesoro…” continua poi “…magari prova a parlargli, non so che gli sia preso…”
Annuisco e vado nell’altra sala, mio padre è seduto su una poltrona, mi avvicino e mi siedo sul bracciolo.
“Papà…” gli dico e lui alza lo sguardo verso di me con un sorriso.
“Sembra un bravo ragazzo…” mi dice e io ricambio il suo sorriso.
“Posso sapere perché l’hai chiamato Signor Sullivan?” chiedo e lui mi guarda stupito.
“Beh…” sospira “…avevo capito che il motivo per cui non l’avevi portato qui a Natale era perché di solito siamo troppo espansivi e così ho pensato che magari prendendo un po’ le distanze…” mi spiega.
“Ma no!” esclamo “Non voglio che prendiate le distanze…” continuo “…voglio che tu lo tratti come ti viene…cioè che tu lo tratti bene, ma come fai sempre…non voglio che tu lo metta così in soggezione…” aggiungo.
Lui si mette a ridere “Forse avrei fatto meno peggio ad abbracciarlo come avrà fatto tua madre!” scherza.
“Quello forse no…” rido.
“Vedrò di rimediare ok?” mi dice e io annuisco.
“Grazie!” esclamo dandogli un bacio prima di tornare in cucina.

“Quindi sei medimago giusto?” chiede mio padre rivolto a Ray, iniziando finalmente a dargli del tu.
“Esatto, faccio il tirocinio al San Mungo…” risponde lui prima di inforchettare un po’ di pollo.
“San Mungo? Non avrai mica tra i tuoi superiori quel pallone gonfiato di Crenshaw?” chiede mio padre fermandosi con il bicchiere a mezz’aria; Ray si mette a ridere a annuisce.
“A dire il vero sì! Lo conosce?”
“Per mia, e a quanto pare anche tua, enorme sfortuna sì!” risponde papà “Ho avuto l’onore di lavorare con lui anni fa e credimi spero di non averlo mai più! Finisci il tirocinio e non rimanere a lavorare sotto le sue grinfie, accetta il consiglio! Se ti serve vieni da noi al Saint Patrick ma non rovinarti la carriera per colpa di quell’arrampicatore sociale! E soprattutto non dire che stai con mia figlia Ray…sono abbastanza certo che se quello sente il nome Parkinson come minimo ti mette a lavorare come barelliere…” continua bevendo un po’ di vino e tutti ci mettiamo a ridere.
“In effetti non gode di grande fama o simpatia in reparto…” commenta Ray.
“Non gode di grande fama o simpatia da nessuna parte, credimi!” scherza mio padre e io li guardo notando che le cose stanno davvero andando alla grande!
Da sotto il tavolo mi arriva un calcio e mi giro verso Johnny, chi altro se non lui? Mi lancia uno sguardo d’intesa accennando con la testa a Ray e papà e io annuisco divertita.
“Ok adesso basta parlare di cose pallose e quindi parliamo di me!” esclama Johnny battendo le mani mentre vedo chiaramente mia nonna che lo fissa.
“Senti tu, nipote degenre…” gli dice e lui la guarda stupito “…se volessi davvero essere al centro dell’attenzione in questa famiglia magari potresti portarci una qualche ragazza da conoscere…” continua e lui butta gli occhi al cielo.
“No!” esclamiamo all’unisono, io, David, mia madre e mio padre.
Jade si mette a ridere e Ray ci guarda divertito, mi giro verso di lui “L’ultima volta che ha portato una ragazza a casa…” inizio a dire.
“…non è andata proprio benissimo…” interviene mia madre non molto divertita.
“Hey cosa aveva che non…” interviene Jo.
“Era una spogliarellista…” statuisce mio padre girandosi a guardarlo con il tono di chi ha concluso una discussione.
Ray e David trattengono una risata io proprio non ci riesco.
“Solo perché tu hai avuto l’approvazione di tutti per il ragazzo che hai portato a casa non vuol dire che tu possa…” inizia a dirmi puntandomi contro l’indice.
“Qualcuno vuole il dolce?” esclama mia madre alzandosi e mettendo fine all’inizio della nostra litigata.
Io mi alzo iniziando a sparecchiare e Ray fa gentilmente sedere mia madre dicendo che può aiutarmi lui.

“Perché non facciamo una partita a quidditch?” propone Jade.
Sono le quattrro e abbiamo appena finito di riordinare.
“Ottima ideaaaaaaa!” esclama Johnny alzandosi in piedi “Ci state?” continua rivolto a tutti.
“Ovvio che ci sto non viaggio mai senza la mia divisa!” risponde mia nonna e tutti la guardiamo, Ray si gira verso di me incredulo “Non mi dirai che gioca anche a quidditch vero?” mi chiede e io mi metto a ridere.
“Ragazzo gioco eccome!” interviene lei.
“Mamma non so se è il caso…” le dice mia madre.
“Te lo dico io che è il caso!” esclama nonna alzandosi dalla poltrona.
“Io in squadra con Elaine!” statuisce Jo abbracciando la nonna.
“Beh allora giochiamo tutti no?” dice mio padre e anche mia madre annuisce.
“Partita di famiglia…” sospiro e Ray ride “…ti vergogneresti anche tu se tua madre e tua nonna sfidassero a quidditch il tuo ragazzo…” puntualizzo.
“Mi sa che però non posso giocare giocare così…” dice alludendo al fatto che oggi si è messo tutto elegante.
“Hey Jo…presti qualcosa a Ray?” chiedo e lui annuisce “Prendi quello che vuoi!” risponde e ci alziamo per andare su in camera di mio fratello.
Apro l’armadio e tiro fuori un paio di jeans e una delle sue magliette, poi un maglione dal ripiano a destra.
“Questi dovrebbero andarti…” dico passandoglieli e lui sorride “E' una vita che non faccio una partita seria qui a casa! Una volta le facevamo sempre con Draco, Milly e Leyla che stregava sempre il boccino oer vincere..." rido
"E non ti piacerebbe tornare a giocare anche con lei?" azzarda lui e io mi giro.
"Ray, ne abbiamo già parlato parecchie volte mi pare, e tu tiri fuori in continuazione l'argomento..." rispondo con un sorrisetto.
"E' la mia migliore amica!" esclama allargando le braccia.
"Buon per te! Era anche la mia!" statuisco richiudendo le ante dell'armadio.
"Pans..." inizia.
"Ray non adesso, ok? E comunque non ho cambiato idea, non farò pace con Leyla tanto a breve credimi!" rispondo dandogli un veloce bacio sulle labbra prima di uscire dalla stanza.

“Il tiro sulla destra è stato una bomba!” esclama Ray ridendo rivolto a mia nonna che gli sorride molto fiera di se stessa.
“Che ti avevo detto ragazzo! Ne so, ne so abbastanza!” scherza.
La squadra composta da me, Ray, Jo e mia nonna ha stravinto contro i miei, David e Jade!
Siamo stanchi morti e ci lasciamo cadere sulle poltrone del soggiorno ridendo tutti quanti.
“Hai fatto un ottimo passaggio nel secondo tempo!” dice mio padre rivolto a Ray che si mette a ridere.
“Me l’ha insegnato Pans!” risponde passandomi un braccio sulle spalle tirandomi leggermente contro di sé, mentre lo guardo con il mento sulla sua spalla.
La pendola risuona le otto, abbiamo davvero giocato a lungo…
“Ma com’è tardi!” esclama mia mamma e poi si gira verso tutti noi “Perché non vi fermate tutti qui stanotte? Domani è domenica, non si studia, non si lavora…”
“Io accetto!” esclama Johnny, figurati se non accettava.
“Io mi fermo, sono troppo vecchia e stanca per andare a casa…” scherza mia nonna “…tanto in questa casa la mia camera c’è sempre…”
“Anche noi…ti va J?” chiede David e Jade annuisce.
Guardo Ray e gli parlo sottovoce “Che dici?”
“Per me va bene…come vuoi tu…” sorride.
“Ok…allora anche noi…” esclamo, e vedo mia madre sorridere felice, non le capita spesso di averci tutti in casa, e a lei invece fa molto, molto piacere.
“Pansy tesoro, mostri a Ray la sua camera? La prima sulla…”
“Mamma…” inizia a dire Johnny ma lo fulmino con lo sguardo e lui si zittisce subito.
Stava per dire che può farci dormire insieme, che non è il caso di darci camere separate e via dicendo; ed avrebbe anche ragione…ma affrontare il discorso mi creerebbe più problemi di quanti non ne crei dormire per una notte in stanze separate; e credo che lo stesso sia anche per Ray.
Affrontare davanti ai miei e a mia nonna il discorso sul fatto che tanto facciamo sesso quando ci pare e piace è una cosa che non ho in progetto di fare, né ora né mai.
Saliamo le scale e gli mostro la camera “Smokie…” inizio a dire “…lo so che magari ti sembra un po’ così che dormiamo in stanze separate…e magari non avrei dovuto fermare Johnny ma…”
“…hey…va benissimo…” mi interrompe “…a dire il vero mi sarei sentito un po’ in imbarazzo a dormire…beh a letto con te…con i tuoi nella stanza accanto…” ride “Non c’è problema!”.
Si guarda intorno “Chi è quella?” mi chiede indicando un quadro sopra il letto.
“La mia bisnonna…” rispondo.
“La bisnonna Eveline!” esclama mia nonna entrando senza troppi preamboli in camera “Pace all’anima sua…” continua e poi ci fissa “Allora giovanotto, la mia stanza è quella vicino alla tua…” ricomincia con un sorriso “…quindi voi due niente rumori molesti stanotte!”
“Nonna!” esclamo ad alta voce molto imbarazzata e un pochino scioccata.
“Oh e non fare quella faccia tu…sei la mia nipote preferita ma lo vedo che non sei una santa!” continua facendomi l’occhiolino e Ray spalanca la bocca prima di mettersi a ridere seguito da me “Tua madre non vuole farvi dormire insieme, giustamente anche direi, ma questo non vuol dire che non capisca come girano le cose no?” conclude sedendosi su una sedia.
“Ma a te dove ti abbiamo trovata scusa?” le chiedo divertita e lei mi guarda furba, 78 anni, questa dimostra si e no la mia età!
“Tutto merito di zia Encretilde, è lei che mia tirato su così!” commenta mia nonna.
Io faccio una strana espressione e la guardo, lei quando sono nata avrebbe voluto chiamarmi così…
“E non sarebbe poi stato così male come nome Encretilde…” mi riprende capendo cosa sto pensando.
“Volevano chiamarti così?” mi chiede Ray scoppiando a ridere e io annuisco un po’ dubbiosa.
“Non ti piace?” gli chiede mia nonna e lui sorride “Preferisco Pansy…” ammette lui.
“Quindi il nome Encretilde non ti sarebbe piaciuto addosso a lei…” sorride mia nonna e poi si alza scuotendo la testa ed arriva sulla soglia “…ma che te lo chiedo a fare a te addosso a lei piacerebbe qualunque cosa…” conclude uscendo dalla camera, mettendo bene in chiaro ancora una volta che è lei ad avere l’ultima parola in questa casa.
Io e Ray ci mettiamo a ridere “Senti vado a prepararmi per la cena…” gli dico e lui annuisce.
“Senti passi a…” inizia a dire e io lo zittisco con un bacio “Passo a chiamarti quando sono pronta che scendiamo insieme…” lo rassicuro appoggiando ancora le mie labbra sulle sue.

“Smokie sei pronto?” chiedo entrando in camera sua dopo aver bussato.
“Sì!” esclama lui mentre si gira verso di me, deve essersi smaterializzato un attimo a casa a prendersi dei vestiti perché mi è cambiato rispetto a prima “Wow…” sorride guardandomi, indosso un vestito che non ricordavo neanche di avere, un po’ troppo aderente ed elegante, ma ero qui e non avevo voglia di andare a casa a prendere altra roba “…sei stupenda…” continua  venendomi incontro.
“Rimasugli del guardaroba familiare…” sorrido; abbassa il viso sul mio ma prima che la sua bocca riesca a chiudersi sulla mia veniamo interrotti da una voce che tuona per il corridoio.
“Teodolindoooo torna qui!!!” urla mia nonna e io butto gli occhi al cielo.
“E’ scappato Teodolindo…” sospiro e mi precipito alla porta, Ray mi segue ed arriviamo giusto in tempo per vedere qualcosa di bianco che sfreccia davanti ai nostri piedi.
A sinistra Johnny con addosso un paio di pantaloni e basta è disteso a terra con le braccia allungate, forse caduto nel tentativo di catturare Teodolindo; a destra David ha appena aperto la porta di camera sua.
“Dave fermalo sta venendo da voi!” gli dico ma è troppo tardi, Teodolindo vira a destra ed entra in una delle stanze degli ospiti: la più grande.
“Ottimo, così non lo recuperiamo più quel mostro infernale!” sbotta Jo beccandosi una bastonata in testa da mia nonna.
“Non parlare così del mio cucciolo!” lo zittisce mentre lui la guarda minaccioso.
“Teodolindo è…?” chiede Ray fissandoci confuso.
“Il furetto anguilloso di mia nonna…” rispondo con un sospiro.
“Veloce come un furetto sfuggente come un’anguilla, se scappa a prenderlo ci si mette dalle sei allo dodici ore…parliamo per esperienza…” commenta David che se ne sta fisso con le mani sui fianchi davanti alla porta in cui è entrato Teodolindo.
“Che succede qui?” esclama mio padre uscendo dalla sua stanza “Non sarà mica scappato di nuovo quell’animale puzzolente e…” pronta arriva la risposta di mia nonna sotto forma di bastonata in testa pure a lui…
“Ok forza andiamo a prenderlo…” esclamo entrando nella stanza buia e accendendo la luce.
“Jo tu mettiti all’entrata, Ray facci un favore, vai alla finestra, gli piacciono i vetri, io sto in centro stanza e tu cerca di stanarlo Pans…” esclama David mentre tutti ci posizioniamo “Papà sta in corridoio se scappa ti prego prendilo!”
Inizio ad aggirarmi per la stanza con la testa bassa alla ricerca di quella pelosa palla di pelo bianco, ad un certo punto sento un rumore da sotto il letto, mi giro verso gli altri cacciatori e indico il materasso rimanendo in silenzio.
Johnny si muove verso di noi lasciando a Jade il posto sulla soglia.
Jo si posiziona a destra del letto, Dave a sinistra e Ray, che cerca in ogni modo di non ridere, davanti, io salgo sul materasso pronta a saltare per farlo schizzare fuori; ci guardiamo con un cenno d’intesa e…via!
Non faccio neanche in tempo a muovermi che Teodolindo schizza versa la porta, per non pestarlo Ray perde l’equilibrio e cade sul letto sopra di me, Johnny salta indietro finendo contro la cristalliera, facendo cadere una lampada che lo colpisce in testa, Jade cercando di prenderlo finisce stesa a terra e mio padre, nel corridoio stessa cosa…
La voce di mio fratello David risuona per la stanza: inizia a ridere, ridere come un matto appoggiandosi al muro; non riesco a trattenermi e scoppio a ridere anche, seguita da Ray, poi Jo, poi Jade ed infine mio padre che arriva divertito dentro la camera.
“Ogni volta…ogni volta la stessa storia!” esclama passandosi una mano sulla barba.
Ray si rimette in piedi e mi porge le mani per farmi alzare, usciamo in corridoio ed eccola lì, mia nonna che abbraccia il suo Teodolindo che ci guarda con quegli occhietti scuri, e secondo me se la ride sotto i baffi…

Abbiamo finito di cenare, mia nonna è andata a letto, io Jade e Johnny stiamo giocando a un gioco babbano, Trivial Pursuit, mentre Ray e David si sono sfidati a scacchi, gli scacchi magici… e sono nel pieno di una emozionante partita, mio padre legge il giornale e mia madre cerca di partecipare al nostro gioco…
“E’ normale che il mio cavallo stia cercando di uccidere il suo alfiere?” chiede Ray un po’ confuso fissando la scacchiera.
“Oh…sì…hanno litigato anni fa durante una partita con mio fratello Jeremy…” risponde mio padre abbassando il giornale “…da quella volta è quasi impossibile giocare con quegli scacchi…”
“Infatti stanno cercando di farsi fuori…” continua Ray mentre mi alzo, insieme a Jade, ed entrambe andiamo a vedere la scacchiera, dove le due pedine stanno facendo un vero disastro.
L’alfiere ha rubato la lancia a quello accanto a lui, il cavallo ha abbassato la testa e spinto fuori dalla pedana uno dei pedoni mentre prendeva la rincorsa per caricare il suo nemico.
“Mi sa che la partita non la finiamo…” commenta Dave molto interessato a quello che succede sulla scacchiera.
“Proviamo…” dice Ray che prende in cavallo molto imbizzarrito spostandolo per compiere la sua mossa, cedendo poi il turno a David che muove una delle sue torri.
In meno di un secondo il cavallo di Ray si muove di nuovo facendo crollare due delle sue torri e caricando a pieno l’alfiere facendo cadere tutte le altre pedine che corrono da una parte all’altra della scacchiera cercando di evitarlo.
“Ma come mai in tutti questi anni non si sono mai ammazzati a vicenda?” chiedo continuando a guardarli.
“Alla fine si vogliono bene…” mi dice mio padre ed anche Johnny si avvicina a noi incuriosito.
“Papà stai parlando di due pedine degli scacchi!” esclamo io.
“Erano gli scacchi di tuo nonno Pansy…quelle pedine sono molto legate le une alle altre…” continua lui come se stesse dicendo l’ovvio.
Fissiamo ancora tutti la scacchiera finchè l’alfiere, con una mossa da torero scansa il cavallo facendolo finire a terra.
“Ok è impossibile giocare…” statuisce Ray, iniziando a rimettere via tutte le pedine.
“Ragazzi vado a letto…” esclama David prendendo la mano di Jade.
“Anche io…” dice Ray alzandosi “Vengo anche io…” dico mentre mia madre e mio padre ci augurano la buonanotte rimanendo a parlare con Johnny.
Salutiamo David e Jade che si chiudono alle loro spalle la porta della camera, noi arriviamo davanti a quella di Ray e io lo abbraccio passandogli le braccia attorno al collo.
“Notte Smokie…” gli dico sorridendo e lui inizia a baciarmi, rimaniamo lì un paio di minuti prima di venire interrotti.
“Insomma ragazzi un po’ di contegno!” risuona la voce di Johnny molto divertita, io mi stacco appena dalla bocca di Ray e gli faccio cenno di non fare nulla, appoggio il peso contro di lui e sollevo la gamba destra togliendomi la scarpa e lanciandola poi contro mio fratello.
“AHIA!” esclama lui mentre mi giro guardandolo soddisfatta, continuando a rimanere abbracciata a Ray “Ma tu sei sicuro che non vuoi che te ne presenti un’altra? No sul serio! Ne conosco almeno un centinaio di meno violente e irascibili!” commenta mentre io mi appoggio a Ray ancora una volta sfilandomi velocemente anche la seconda scarpa e lanciandola di nuovo verso Jo che però riesce a schivarla.
Ridiamo e poi Ray gli risponde “Ti ringrazio ma mi tengo lei…” scherza.
“Risposta esatta Yankee…se sbagliavi questa eri morto!” gli dice Johnny indicandolo con entrambi gli indici prima di entrare in camera sua.
“Allora buonanotte J.D…” mi dice a bassa voce.
“Notte Smokie…” rispondo schioccandogli un ultimo bacio prima di lasciarlo entrare in camera.

Mi smaterializzo fuori dalla porta di casa e poi la apro ed entro, sono appena tornata da casa dei miei dove io e ray abbiamo passato un paio di giorni.
“A volte ritornano!” esclama Milly da camera sua e io la raggiungo entrando senza chiedere permesso.
“Com’è andata?” mi chiede subito, lanciando nell’armadio un po’ di vestiti che probabilmente stava cercando di mettere a posto.
“Bene!” esclamo tutta convinta.
“Figurati se non andava bene!” ride lei.
“Lo sai come sono i miei no? L’hanno messo decisamente a sui agio, direi...” continuo sedendomi sul suo letto mentre lei fa lo stesso.
“Non ne avevo dubbi, lo Yankee è sopravvissuto anche questa volta...” commenta.
“Già a quanto pare...” convengo.
“Stasera? Cosa fai? Dopo due giorni con lui non dovrai mica uscire ancora con quello!” scherza incrociando le braccia e mi metto a ridere.
“Non so...io...” inizio a dire.
“Mi stai trascurando amica degenere!” esclama lei tutta convinta “Stai sempre con Ray, e la tua povera Milly? Dobbiamo ricominciare a uscire solo io e te! E magari che ne so Daph e le altre...” continua e poi ci fissiamo per un attimo “...a parte Leyla direi...” aggiunge.
“Già, e non iniziare anche tu a dirmi che dovrei fare pace con lei, ok?”  rispondo alzandomi in piedi e mettendo le mani in avanti.
“Anche tu?” chiede lei stupita.
“Ray non si lascia sfuggire occasione di ricordarmi che Leyla è la sua migliore amica e che dovrei farci pace...” le spiego “Cosa che non ho intenzione di fare al momento!” statuisco.
“Tranquilla, per quanto riguarda me puoi fare quello che vuoi...cioè...capisco che tu non voglia sentire ragioni su questa storia...penso farei lo stesso!” confessa.
“Fortuna che tu mi capisci...” sospiro e poi batto le mani insieme “Forza bionda alzati di lì e andiamocene fuori, io e te senza uomini e senza pensieri!”
Milly si mette a ridere “Mi piace come programma, e promettimi che lo faremo più spesso, sei sempre con Ray e questa cosa non va per niente bene!” scherza.
“Giusto!” rido “vado a cambiarmi e ti voglio in ingresso tra cinque minuti!” concludo poi andando in camera mia.
Mi cambio velocemente e prendo un pezzetto di carta.

“Hey Smokie, esco con Milly stasera, serata tra donne! Dopo torno a dormire a casa da me, non so che ora faremo! Ci vediamo domani!
Ti amo
J.D.”


Scrivo il messaggio e lo lego alla zampa del mio gufo aprendogli poi la finestra per permettergli di uscire, poi recupero la borsa ed esco in ingresso dove Milly mi sta già aspettando per la nostra folle serata!

Quando torno a casa sono le 5 passate, io e Milly stiamo ridendo come due cretine, alla fine dopo un paio di birre in centro abbiamo trovato dei volantini che sposorizzavano un locale in cui Pete Wentz dei Fall Out Boy, una band babbana che ci piace parecchio, faceva da DJ proprio stasera e quindi siamo andate lì e ci siamo divertite un casino, rimediando tra l’altro un bell’autografo da Pete.
“Io sposerò Pete Wentz!” statuisce Milly barcollando verso camera sua.
“Ok, e io spoeserò la sua scimmia!” convengo appoggiandomi al muro.
“La voglio io la scimmia!” si lamenta lei indicandomi.
“E allora io mi prendo Pete!” ribatto e lei assume una espressione pensierosa.
“Ok ,tieniti la scimmia!” ride e poi riprende fiato “Notte Pans, sappi che ne voglio almeno una o due sere a settimana di uscite così!”
“Puoi contarci Mil! Mi mancavano!” rido “Notte!” esclamo prima di entrare in camera. Mi spoglio alla bene e meglio e mi lascio cadere sul letto e subito noto il mio gufo sul comodino con un biglietto legato alla zampa, mi giro e cerco di slegarlo e poi di leggerlo.

“Ok J.D., buona serata! Perchè non vieni comunque da me quando torni, qualunque ora sia! Ti aspetto!
Ray”


Non ce la faccio Smokie, stasera proprio non ce la faccio...
Sbadiglio e mi metto sotto le coperte, ho troppo sonno persino per rispondergli e niente è mai sembrato tanto comodo quanto il mio letto in questo momento...

Pansy-Parkinson | commenti | Magical Future

Questo blog racchiude le pagine di diario scritte da Pansy Parkinson, il personaggio che interpreto nel gioco di blog Magical Future. Non c'è alcun collegamento o attinenza con i romanzi di Harry Potter scritti da J.K.Rowling, ogni avvenimento è assolutamente inventato e non attinente alla trama dei libri. L'immagine usata per il layout di questo blog è della cantante Belinda Peregrin che ho deciso di usare per impersonare Pansy, non ho tuttavia alcun contatto nè collegamento con lei.

MAGICAL FUTURE

"Magical Future" è un Gioco di Blog (GdB) ambientato nel futuro di Harry Potter. L'interpretazione del proprio personaggio è personale e il carattere può seguire o meno il carattere descritto dalla Rowling.

ABOUT PANSY

Nome: Pansy Parkinson
Età: 16 anni
Nata il: 15 Gennaio
A: Chesther, Cheshire
Anno: 5
Casa: Serpeverde
Storia: Pansy è figlia di William e Katrine, noti membri dell'antica casata dei Parkinson, famiglia purosangue per eccellenza del mondo magico. Ha quattro fratelli: il suo gemello, Adam, David di 32 anni, Johnny di 26 e Stella che frequenta anche lei la scuola di magia e stregoneria di Howarts al 4 anno. Indipendente e arrogante Pansy rispecchia quasi alla perfezione lo stereotipo del Serpreverde; ottima studentessa tiene moltissimo al suo rendimento scolastico, infatti è un tipo molto studioso e diligente, pur appartenendo a un gruppo non propriamente tranquillo. Finisce spesso in punizione con o per i suoi amici, amano fare scherzi e prese in giro continue ai membri delle altre case, ma, a differenza degli altri, lei cerca di comportarsi bene almeno con i professori per mantenere alta la sua media scolastica. Migliore amica di Millicent Bullstrode fin da quando erano piccole, ha tra la sua cerchia di amicizie più strette anche le gemelle McDowell, che, pur essendo più grandi ha sempre considerato come due delle sue più care amiche. Sotto sotto Pansy nasconde un carattere dolce e ironico che però è sempre capace di mascherare; legata in maniera viscerale al gemello, Adam, anche se spesso ci litiga, ha con lui invece un rapporto strettissimo, tanto che i due, essendo appunto gemelli, sono capaci di avere delle comunicazioni telepatiche, anche se non sanno ancora controllare questo potere e spesso lasciano al caso quello che vedono, o non vedono, nella mente dell'altro. Pansy ha un rapporto particolare anche con la sorellina minore Stella, a cui è molto legata: le due sono ottime confidenti e consigliere l'una dell'altra.

In Breve

Rompi scatole . Arrogante. Riflessiva . Furba . Permalosa . Brillante . Dolce. Determinata . Indipendente . Serpeverde

Ama

La sua casata . Le pozioni . Il lago stregato . I centauri . Il Whiskey incendiario . I suoi fratelli . Le sue amiche .

Odia

Svegliarsi presto la mattina . Arrivare in ritardo . Le critiche . Il cattivo tempo . Il vento . Il succo di zucca . Tutto quello che è fatto con la zucca

La famiglia Parkinson

William Parkinson
E’ il padre di Pansy, ha 58 anni ed è un affermato medimago, specializzato in intossicazioni ed effetti collaterali di filtri e pozioni. È un uomo molto sicuro e determinato, apparentemente austero ma in realtà estremamente cordiale e ben disposto. Lavora in Irlanda, a Dublino, da ormai 15 anni nell’ospedale di ricerca di Saint Patrick, ma ha deciso di non spostare tutta la sua famiglia, che continua invece a vivere a Londra, dove anche lui torna ogni giorno grazie alla smaterializzazione. Sposato con Katrine da 33 anni ha un grande senso della famiglia, a cui è molto legato; ha conosciuto la moglie grazie al quidditch, Katrine è la figlia del suo allenatore dei tempi dell’università, in gioventù infatti era un ottimo giocatore, ed ha trasmesso questa passione a tutti e tre i suoi figli, in particolare a Johnny che ha intrapreso la carriera di giocatore professionista. Ha un debole per la figlia minore, Pansy, che riesce quasi sempre a corromperlo sfruttando la sua posizione di piccolina della famiglia, cosa che i fratelli maggiori le hanno sempre invidiato moltissimo, cercando in più occasioni di imitarla con scarsi risultati.

Katrine Lancaster Parkinson
E’ la madre di Pansy, ha 55 anni e lavora come procuratrice sportiva ed organizzatrice di grandi eventi. Donna solare e spiritosa sembra per certi versi l’opposto del marito che ad un primo impatto potrebbe erroneamente apparire più freddo e distaccato. È molto espansiva e cordiale con le persone anche grazie al suo lavoro tramite cui ha a che fare con la gente, sportivi e non solo. Gestisce ed organizza infatti manifestazioni ed eventi di sport magici, è anche grazie al suo aiuto che il figlio Johnny ha coltivato la passione per il quidditch ed è riuscito a intraprendere la sua brillante carriera. È affettuosa, materna e molto presente nella vita dei figli nonostante sia una donna molto impegnata, tiene infatti moltissimo alla famiglia che cerca di riunire in ogni occasione possibile. Laureata in sport magici ha preso la passione per questo ambito prettamente maschile dai genitori, il padre, morto pochi anni fa, era infatti allenatore e la madre, energica e sagace, è tutt'ora una grande appassionqta di sport; grazie all'educazione ricevuta è un tipo moderno ed alternativo nel rapporto con i figli e con i loro amici e compagni.

David Parkinson
32 anni, David è il primogenito della famiglia Parkinson; cura le pubbliche relazioni e la pubblicità di una importante ditta di pozioni e filtri magici. Dei tre fratelli è di certo il più coscienzioso e responsabile, infatti essendo il maggiore ha sempre dovuto sedare i caratteri più esuberanti di Johnny e Pansy. Ha una relazione stabile da 5 anni con una collega, Jade Winfrey, con cui convive in un appartamento nel centro di Londra. Ha una vera e propria adorazione per la sua sorellina, con cui, nonostante gli 11 anni di differenza, ha molte passioni e interessi comuni: i due infatti si sentono spesso via gufo e si vedono ogni volta che gli è possibile. Ha un ottimo rapporto anche con l’altro fratello, Johnny, che cerca costantemente di responsabilizzare e di consigliare, anche se con scarsi risultati.

Johnny Parkinson
26 anni, giocatore di quidditch nella squadra Ballycastle Bats. Spiritoso e un po’ farfallone, è il prototipo dello sportivo che ama godersi la bella vita e le belle ragazze, che non gli mancano vista la professione. Per sua natura è abbastanza egocentrico sembra prendere spesso tutto alla leggera, e questo lo porta spesso a non avere abbastanza senso di responsabilità, difetto che spesso gli viene rinfacciato dalla famiglia e soprattutto dal fratello maggiore, David. Come lui ha un forte istinto protettivo nei confronti di Pansy, con cui, quando erano piccoli, litigava in continuazione, divertendosi da morire a farle continui dispetti, e costringendo il più delle volte David a intervenire per dividerli.

Elaine Lancaster
78 anni, nonna materna di Pansy. Autoritaria, sportiva, giovanile, pungente…un concentrato di vita e un pizzico di arroganza. Una classica Lady di ferro all’inglese, molto attaccata alla sua famiglia. Tifosa sfegatata di quidditch gira il mondo per seguire partite e campionati, è stata lei infatti, insieme al marito, a trasmettere la passione alla figlia. Rimasta vedova a 60 anni è un tipo molto indipendente a cui non piace pesare sulla famiglia. Ha una vera adorazione per Pansy che è l’unica femmina tra tutti i suoi 12 nipoti.

 

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